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L’Irlanda ha chiuso tutti i pub, tranne che negli aeroporti. Così quattro amici hanno comprato un volo per bersi una birra per poi tornare a casa

La nuova moda è acquistare un biglietto aereo a 9,99 euro e utilizzarlo per avere accesso ai terminal, l’unico posto in cui i pub sono aperti 

LONDRA – Che agli irlandesi piaccia la birra, soprattutto al pub con gli amici, è risaputo. Ma nessuno aveva pensato che, in pieno secondo lockdown anti coronavirus, questo irresistibile desiderio potesse raggiungere simili livelli alcolici e non solo. Già, perché da qualche giorno nella Repubblica d’Irlanda si parla di un caso che è diventato nazionale, e forse l’inizio di una tendenza. Quattro amici di Dublino sud che, per aggirare la chiusura dei pub in vigore da quasi un mese, hanno deciso di comprare un biglietto aereo, andare in aeroporto e, infine, non imbarcarsi. Invece, una volta superati i controlli, la combriccola è andata in un pub del Dublin airport, i quattro hanno bevuto le loro pinte di Guinness e lager in compagnia e poi, invece di prendere l’aereo, sono usciti dalla zona degli imbarchi per tornare a casa.

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Possibile? Tutto vero, tanto che i quattro lo hanno documentato su Facebook, “allegando” anche le ricevute dei loro voli Ryanair Dublino-Londra Gatwick comprati a 9,99 euro, prezzo ancora più stracciato del solito a causa della pandemia e della crisi del settore e pegno decisamente minimo in cambio di una pinta con gli amici nonostante il lockdown. Perché le ultime misure restrittive, approvate il 20 ottobre scorso, hanno fatto chiudere ristoranti, pub e bar in tutta l’Irlanda (oltre ai negozi “non essenziali”), ma non si applicano ai locali degli aeroporti dove è permesso che, insieme alla birra, si consumi anche un “pasto sostanzioso”, per quelli che sono menù complessivi da 9 euro circa. Cosa che hanno fatto i quattro ragazzi irlandesi e che si teme potrebbe essere un fenomeno più ampio di quello che si pensi.

La polizia irlandese Gardai fa spallucce: “Non possiamo farci niente”, dice in un comunicato. Difatti, c’è un cavillo normativo, quello dei pasti e degli alcolici ancora permessi in aeroporto, che lo legittima. Al contrario, non è possibile multare e sanzionare coloro che comprano biglietti aerei e passano i controlli senza poi imbarcarsi, perché in teoria un passeggero non ha l’obbligo di salire su un aereo. L’unico deterrente potrebbe essere aumentare i posti di blocco intorno agli scali per beccare eventuali conducenti in stato di ebbrezza, ma sinora non è stata ventilata questa opportunità.

L’esecutivo di Dublino però ha un altro problema con l’alcol, ossia le pinte da asporto. Queste sì, sono esplicitamente legali e previste dalle norme anti Covid. Ma destano preoccupazione, perché negli ultimi giorni in Irlanda hanno innescato sempre più assembramenti di persone che comprano la pinta di birra e rimangono a berla in strada con gli amici. Nelle ultime ore il governo del premier (in irlandese Taoiseach) Micheál Martin ha pensato a multe ad hoc, da 80 a 300 euro per chi venisse beccato a trincare in pubblico e in compagnia. Ma nel governo ci sono stati voci contrarie e più “comprensive”, come quella dei partiti Fine Gael e Verdi, e quindi oggi pomeriggio è saltato ogni piano.

Dunque, si andrà avanti così, sperando nel buon senso dei cittadini e che questi comportamenti non diventino troppo comuni. Anche perché il lockdown in Irlanda, il primo ad essere approvato in Europa lo scorso ottobre per fronteggiare la seconda ondata, per adesso va bene così. Il numero di contagi è sceso per ora sensibilmente e quello dei morti sinora non ha mai raggiunto, né si è avvicinato ai picchi di marzo: ieri in Irlanda sono stati registrati 456 nuovi casi (il 18 ottobre erano stati 1284), cinque morti (su un totale di 1.984) e due nuovi ricoveri in terapia intensiva (su un totale di 32 attuali). L’obiettivo, come ha detto il premier irlandese Martin a Repubblica qualche giorno fa, con questo lockdown “è di provare ad avere un Natale senza lockdown, perché è una festività molto importante per l’Irlanda, e non solo”.

 

Fonte :  Repubblica.it

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